Manovra finanziaria 2026, 4 imprese su 5 non conoscono gli incentivi sul costo del lavoro
- Staff Terminus
- 11 ore fa
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La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di misure che possono avere un impatto concreto sulla gestione del costo del lavoro e sulle politiche HR delle imprese italiane. Eppure, gran parte delle opportunità resta ancora poco conosciuta o non pienamente utilizzata dalle aziende.

Secondo un recente studio di Unioncamere, 4 imprese su 5 non conoscono gli incentivi disponibili, un dato che evidenzia un significativo gap di consapevolezza su strumenti che potrebbero contribuire a migliorare la sostenibilità economica delle organizzazioni.
Esoneri contributivi, detassazioni e nuove misure previdenziali rappresentano infatti leve concrete per ottimizzare il costo del lavoro senza richiedere investimenti iniziali, ma spesso le imprese non dispongono degli strumenti per individuarle e attivarle correttamente.
“La normativa può diventare un’opportunità di gestione più evoluta delle politiche HR. - spiega Ivan Moretti, Co-CEO di Zeta Service, realtà italiana specializzata in payroll e HR admin, consulenza HR e sviluppo organizzativo, head hunting e consulenza giuslavoristica insieme a Zeta Service Lumina, e fondatore di Payrocks, alleanza internazionale di 7 provider HR e payroll presente in 13 paesi - La decontribuzione non è una concessione, ma uno strumento che permette alle imprese di valorizzare i bilanci, migliorare il benessere economico delle persone e sostenere la competitività nel lungo periodo”.
Tra le misure più rilevanti per il tessuto imprenditoriale italiano emergono, ad esempio, l’esonero contributivo fino al 100% per l’assunzione di madri con tre figli o figlie (fino a 8mila euro annui), la detassazione all’1% sui premi di produttività (fino a 5mila euro per il biennio 2026–2027) e l’aumento della soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici fino a 10 euro giornalieri. A queste si aggiungono interventi di carattere più strutturale, come la revisione delle aliquote IRPEF e l’introduzione di regimi fiscali agevolati per alcune indennità, pensati per favorire una maggiore sostenibilità del lavoro e sostenere la crescita delle imprese.
Per affiancare le aziende in questo scenario, Zeta Service, insieme al know-how giuslavoristico di Zeta Service Lumina, ha creato strumenti e servizi dedicati che permettono di trasformare la complessità normativa in una leva strategica per HR e Direzione e che aiutano le aziende ad applicare le agevolazioni corrette.
Accanto al tema degli incentivi, il 2026 segnerà inoltre una tappa importante per le politiche retributive delle imprese europee con il recepimento della Direttiva UE sulla Pay Transparency, previsto entro il 7 giugno 2026. Da questa esigenza, Zeta Service ha sviluppato un approccio integrato alla Pay Transparency, che coinvolge tutte le aree di competenza dell’azienda – payroll, consulenza giuslavoristica, consulenza HR e head hunting – accompagnando le organizzazioni nella costruzione di modelli retributivi più trasparenti, coerenti e sostenibili. “In questo contesto – prosegue Ivan Moretti -, le funzioni HR sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più strategico, non solo nella gestione degli adempimenti normativi, ma nella capacità di trasformare questi cambiamenti in strumenti di governance organizzativa”.
Secondo l’analisi di Zeta Service, incentivi contributivi e nuove normative come la Pay Transparency rappresentano oggi due leve complementari: da un lato permettono di ottimizzare il costo del lavoro, dall’altro favoriscono modelli di gestione delle persone più equi, trasparenti e sostenibili. “Le aziende che sapranno leggere questi cambiamenti in chiave strategica potranno trasformare gli obblighi normativi in vantaggio competitivo. Non si tratta solo di ridurre i costi o rispettare una norma: si tratta di costruire organizzazioni più solide, capaci di attrarre talenti, migliorare il benessere delle persone e sostenere la crescita nel tempo”, conclude Ivan Moretti.
(Cristiano Puglisi Senior PR Account)




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