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Smart working, dal 7 aprile nuove regole per la sicurezza dei lavoratori: cosa è cambiato?

Smart working, nuovi obblighi in materia di sicurezza


Con le nuove disposizioni, i datori di lavoro devono consegnare ai lavoratori in smart working e agli RLS un’informativa scritta sui rischi connessi all’attività svolta fuori sede. In caso di mancato adempimento, sono previste sanzioni severe, fino all’arresto o a multe rilevanti.

A partire dal 7 aprile 2026, l’obbligo di consegna dell’informativa sulla sicurezza per i lavoratori in smart working non è più un mero adempimento burocratico: la sua omissione è ora sanzionata penalmente. 

La recente Legge PMI 2026 ha infatti introdotto il comma 7-bis all’articolo 3 del D.Lgs. 81/08, equiparando formalmente la mancata informativa sullo smart working alla mancata formazione e informazione dei lavoratori. 

Le nuove sanzioni: cosa rischia il Datore di Lavoro 

In caso di mancata consegna o di mancato aggiornamento annuale dell’informativa ai lavoratori e al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), le conseguenze sono severe: 

  • Arresto: da 2 a 4 mesi; 

  • Ammenda: da 1.708,61 € a 7.403,96 €. 

Nota bene: La sanzione scatta non solo per la mancata consegna iniziale, ma anche per il mancato rinnovo della stessa con cadenza annuale. 

Tra gli aspetti più importanti:

• informativa annuale sui rischi del lavoro agile

• attenzione a stress, postura, affaticamento visivo e mentale

• obbligo di formazione e valutazione preventiva dei rischi

• necessità di garantire strumenti adeguati e sicuri

Il principio è molto chiaro: chi lavora da remoto deve avere le stesse tutele di chi lavora in presenza.

Per aziende e professionisti diventa quindi essenziale aggiornarsi subito e verificare la conformità delle procedure interne.

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